16/03/2010
Garlasco: non c'è congrua prova del movente
VIGEVANO (PAVIA) - Riguardo a "un possibile movente/occasione dell'omicidio da parte dell'attuale imputato, non emerge una congrua prova". E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il gup Stefano Vitelli lo scorso dicembre ha assolto con formula dubitativa Alberto Stasi dall'accusa di aver ucciso la sua fidanzata Chiara Poggi
Il gup nel valutare il quadro istruttorio "contraddittorio ed altamente insufficiente" si basa sulla "fondamentale regola probatoria e di giudizio dell'oltre 'ogni ragionevole dubbio'". Quest'ultimo, a parere del gup, "non deve essere certo inteso come un mero dubbio possibile (...) quanto di una situazione finale di concreta incertezza che rimane, una volta esaminati tutti gli elementi processuali a disposizione, nel giudizio logico/probatorio di ascrivibilità del fatto all'imputato: il dubbio non è astratto o meramente immaginario ma diventa concreto e ragionevole, laddove si fondi appunto (come nel caso di specie) su evidenze processualmente emerse". Per il giudice "così rettamente intesa - si legge nelle conclusioni delle motivazioni - questa finale regola probatoria e di giudizio rappresenta non solo l'attuazione di fondamentali principi costituzionali ed un imprescindibile pilastro di uno stato liberl-democratico (nel senso più alto e nobile) ma anche e prima ancora un naturale richiamo etico per ogni uomo giusto e ragionevole".
CHIARA MORTA DOPO LE ORE 9.12 DI MATTINA- "E' più ragionevole affermare che la morte della ragazza si collochi nel lasso temporale immediatamente successivo alla disattivazione dell'allarme perimetrale avvenuto alle ore 9.12 di quella mattina". Lo ha scritto il gup Vitelli. La valutazione del giudice ribalta quanto aveva sostenuto la Procura che aveva collocato la morte di Chiara dopo le 12.20 del 13 agosto del 2007.
CHIARA UCCISA IN 'ALCUNI DIVERSI MINUTI' - L'assassinio di Chiara Poggi "ha richiesto almeno alcuni diversi minuti" e non è stato "un atto fortemente concentrato nel tempo". E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il gup Stefano Vitelli lo scorso dicembre ha assolto Alberto Stasi ritenendo il "quadro istruttorio contraddittorio e altamente insufficiente". Il giudice nella sua ricostruzione dell' "aggressione omicidiaria", avvenuta in due fasi, afferma "con ragionevole certezza" che la sua durata complessiva "non si è ridotta in un atto fortemente concentrato nel tempo ma ha richiesto almeno alcuni diversi minuti". Il gup, inoltre ha evidenziato che a differenza di quanto avevano sostenuto i difensori di Stasi, "non vi sono invece (...) sicure evidenze dimostrative della presenza di almeno due aggressori" la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara venne brutalmente uccisa.
15:03
Scritto da: karavaj
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